L'ostacolo principale all'export di ortofrutta italiana verso gli USA è il MIPAAF (Ministero per le politiche agricole alimentari e forestali). Non sta facendo assolutamente nulla per aprire l’esportazione, verso gli USA in particolar modo. Ci sono tanti articoli esportabili (mele, pere, susine, pomodori, rucola, basilico, pesche, nettarine, etc.) con dei semplici accordi sulle procedure fitosanitarie per l’esportazione, che non vengono perfezionati. Con un minimo sforzo, la presentazione di piani di lavoro già preparati, o solo accelerando i Pest Risk Assessment in corso (procedura di analisi dei rischi legati alla propagazione di nuovi insetti, parassiti, pesti, etc. legata all'importazione in un paese di nuovi prodotti ortofrutticoli), i responsabili del MIPAAF potrebbero aprire l’export di articoli nuovi verso l’USA. Le problematiche sono conosciute sin dall'inizio di questa forma di protezionismo burocratico, ma purtroppo il governo italiano non è preparato per far fronte a questo tipo di battaglie.
(LiberoMercato, Sabato 8 Febbraio 2008: Export frenato da un Ministero miope)
Sunday, February 17, 2008
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4 comments:
Stamattina il CSO di Ferrar (Presidente Renzo Piraccini) ha convocato una conferenza stampa dal titolo "Tutti i numeri dell'ortofrutta". Il CSO è la più importante ed attiva associazione fra produttori e commercianti d'Italia ed ha un certo pesa anche a Roma. L'introduzione è stata fatta da Tiberio Rabboni, Assessore all'agricoltura della Regione Emilia Romagna ed in seguito il Presidente Paolo Bruni ed i tecnici Elisa Macchi e Luciano Trentini hanno preentato le cifre. Il commento finale ed anche incisivo lo ha pronunciato Piraccini ed in questa occasione ha messo l'accento propio sulla necessità di fare tutte le pressioni possibili sul governo italiano per ottenere al più presto risultati positivi presso le autorità statunitensi per poter esportare le famose pere emiliane e non solo verso quell'interessante mercato. Qalche cosa dunque si muove nella direzione da Lei auspicata
E' da quattro anni che sto lavorando su questo tema, purtroppo con scarso successo. Questo in particolare è dovuto alla dimensione del servizio fitosanitario centrale al MIPAAF, 3 persone, queste risorse sono insufficienti per poter iniziare ad affrontare queste problematiche. Altri paesi impiegano centinaia di persone in questo campo. Da parte americana, USDA, le porte sono aperte, ma se nessun da Roma intraprende un passo, non si aprirà mai uno sbocco commerciale. Due Ministri (Alemanno, De Castro) non sono stati in grado di riconoscere questa opportunità per il nostro paese. Speriamo nel prossimo!
Lei Ha ragione ma purtroppo la politica italiana non ha mai creduto nell'agricoltura e di conseguenza oggi abbiamo degli squilibri commerciali in senso molto lato.
Parlando di export, noi abbiamo un prodotto unico al mondo, la cipollina Borettana, per la quale da anni cerco un contatto negli USA per potere avviare una collaborazione. Ho provato con le vie istituzionali, ma mi sono accorto che internet é sicuramente piu' veloce e , probabilmente, piu' proficuo.
Se per caso aldilà dall' oceano Atlantico qualcuno di voi fosse interessato ecco la mia mail freddionions@yahoo.it
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