L'ostacolo principale all'export di ortofrutta italiana verso gli USA è il MIPAAF (Ministero per le politiche agricole alimentari e forestali). Non sta facendo assolutamente nulla per aprire l’esportazione, verso gli USA in particolar modo. Ci sono tanti articoli esportabili (mele, pere, susine, pomodori, rucola, basilico, pesche, nettarine, etc.) con dei semplici accordi sulle procedure fitosanitarie per l’esportazione, che non vengono perfezionati. Con un minimo sforzo, la presentazione di piani di lavoro già preparati, o solo accelerando i Pest Risk Assessment in corso (procedura di analisi dei rischi legati alla propagazione di nuovi insetti, parassiti, pesti, etc. legata all'importazione in un paese di nuovi prodotti ortofrutticoli), i responsabili del MIPAAF potrebbero aprire l’export di articoli nuovi verso l’USA. Le problematiche sono conosciute sin dall'inizio di questa forma di protezionismo burocratico, ma purtroppo il governo italiano non è preparato per far fronte a questo tipo di battaglie.
(LiberoMercato, Sabato 8 Febbraio 2008: Export frenato da un Ministero miope)
Sunday, February 17, 2008
Saturday, February 16, 2008
La Spagna e altri paesi supportati dai loro governi, esportano di più e meglio
La Spagna ha tre programmi di USDA Preclearance con l’USDA, il Cile ne ha otto, mentre l'Italia non ne ha alcuno. Queste misure burocratiche organizzate dai rispettivi ministeri promuovono e accelerano i processi di importazione. Inoltre, i servizi fitosanitari centrali di questi governi collaborano attivamente con l’ente preposto dall' USDA e risolvono i problemi in maniera pragmatica e duratura. Il servizio Fitosanitario centrale italiano di Roma ha tre addetti, il corrispondente organismo americano con il quale deve trattare i permessi ne conta 1300. Infine, dal punto di vista politico gli spagnoli si sanno difendere. Non permettono sempre maggiori quote di importazioni senza ricevere in cambio accesso migliore ai mercati spagnoli di esportazione. Il nostro ministro invece si da da fare per collaborare con Egitto e altri paesi del Nord Africa per importare di più prodotti ortofrutticoli, quando l’Italia ha un bisogno di esportare e non di importare ortofrutta, come quinto produttore al mondo di prodotti ortofrutticoli.
Lista dei programmi di Preclearance USDA: http://www.aphis.usda.gov/import_export/plants/plant_imports/downloads/preclearance_chart.pdf
Lista dei programmi di Preclearance USDA: http://www.aphis.usda.gov/import_export/plants/plant_imports/downloads/preclearance_chart.pdf
Cosa deve fare l'Italia per aumentare le vendite negli USA?
Risolvere le problematiche fitosanitarie da parte del ministero. Installare una Task Force dedicata a risolvere le problematiche dell’export dell’ortofrutta verso gli USA.
L'Italia è il quinto produttore al mondo di ortofrutta, e non sta facendo nulla per aprire nuovi sbocchi alla esportazione, sempre più messa sotto pressione da maggiori importazioni di ortofrutta in Italia…
Lista dettagliata delle problematiche dell'export dell'ortofrutta italiana verso gli USA: http://www.bellavitafoods.com/blog/EPOUSA.pdf
L'Italia è il quinto produttore al mondo di ortofrutta, e non sta facendo nulla per aprire nuovi sbocchi alla esportazione, sempre più messa sotto pressione da maggiori importazioni di ortofrutta in Italia…
Lista dettagliata delle problematiche dell'export dell'ortofrutta italiana verso gli USA: http://www.bellavitafoods.com/blog/EPOUSA.pdf
Le mele e le pere italiane sarebbero esportabili negli USA: basterebbe solo un po' di buona volontà al MIPAAF
L'ostacolo principale è il MIPAAF (Ministero per le politiche agricolealimentari e forestali). Non sta facendo assolutamente nulla per aprire l’esportazione, verso gli USA in particolar modo. Ci sono tanti articoli esportabili con dei semplici accordi sulle procedure fitosanitarie per l’esportazione, come mele e pere (7 CFR 319.56-2r; http://www.bellavitafoods.com/pdf/europe/instructionsEurope.pdf), che non vengono perfezionati. Con un minimo sforzo, i responsabili del MIPAAF potrebbero aprire l’export delle pere e delle mele italiane negli USA. La maggioranza di mele e pere consumate negli USA viene prodotta nello stato del Washington: un camion dallo stato del Wahington a New York costa 5.000 dollari, un container via nave dall’Italia, con il 20% di merce in più, costerebbe circa lo stesso.
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